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Data Comunicato: Châtillon 17-maggio-2013

La Centrale di Champagne II ottiene i Certificati Verdi


Compagnia Valdostana delle Acque si conferma leader tra i produttori nazionali di energia da fonti rinnovabili conseguendo una certificazione di grande valore per uno dei suoi impianti più importanti tra quelli dislocati sul territorio valdostano. In questi giorni, infatti, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha rilasciato la qualifica d’Impianto Alimentato da Fonte Rinnovabile (IAFR) per la Centrale di Champagne II di Villeneuve, e la possibilità di beneficiare dell’incentivazione legata alla vendita dei Certificati Verdi per i prossimi 15 anni, per un ammontare complessivo stimabile in oltre 50 milioni di euro.

Introdotti nel 1999 con il decreto di liberalizzazione del settore elettrico, noto anche come “Decreto Bersani”, i Certificati Verdi sono titoli negoziabili, rilasciati in misura proporzionale all’energia prodotta da un impianto qualificato e in numero variabile a seconda del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato. Il meccanismo d’incentivazione si basa sull’obbligo, posto dalla normativa a carico dei produttori e degli importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili, di immettere annualmente nel sistema elettrico nazionale una quota minima di elettricità prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere rispettato in due modi: immettendo in rete energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili oppure acquistando i Certificati Verdi dai produttori di energia “verde”.

Un riconoscimento considerevole, da un punto di vista economico, ottenuto da CVA grazie a una serie di lavori realizzati alla centrale di Champagne II tra il 2007 e la fine del 2012. Nel dettaglio, sono stati riconosciuti gli interventi di risanamento del canale derivatore e di sostituzione della condotta forzata e dei tre gruppi idroelettrici della centrale, che ora utilizzano le turbine e i generatori forniti in opera dalla società genovese Water Gen Power e costruiti dalla società cinese Chongqing Water Turbine Works.

CVA ha vinto una doppia sfida perché da una parte è stata dimostrata la validità del mix di tecnologie italiane e manifatture cinesi scelto per rinnovare la centrale, e dall’altra perché è riuscita a completare i lavori in tempo utile per rientrare nella precedente normativa d’incentivazione, meno complessa e più vantaggiosa di quella entrata in vigore dal 1° gennaio 2013.

Il nuovo meccanismo, introdotto con DM del 6 luglio 2012, prevede, per gli impianti idroelettrici di grandi dimensioni come quelli di CVA, un meccanismo d’ asta al ribasso su un livello di incentivo fissato combinato con un contingente di potenza incentivabile. L’ottenimento del diritto al riconoscimento dei Certificati Verdi con il precedente regime ha quindi permesso di eliminare l’incertezza legata ai risultati delle aste, garantendo un valore di incentivo superiore a quello ottenibile con il nuovo regime.



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