Progetto Beauregard

I lavori

Volti a demolire la porzione superiore della diga Beauregard, i lavori di adeguamento sono iniziati il 20 ottobre 2011. Il motivo di tale intervento risiede nella presenza di quella che in termini tecnici si chiama "Deformazione Gravitativa Profonda di Versante" insistente sulla sponda orografica sinistra del bacino. In pratica, è un movimento che interessa il versante sinistro e che, in questo caso, interagisce con il la diga, comprimendone l'arco. Questa deformazione, per sua natura, non è soggetta ad accelerazioni improvvise, che in ogni caso verrebbero tempestivamente rilevate dalla quotidiane misurazioni. Tale movimento è stato rilevato sin dai primi invasi di collaudo (1957-1969), infatti la diga è stata messa subito in sicurezza, riducendo al minimo l'invaso che a progetto era di 70.000.000 m3 di acqua, mentre fino all'inizio dei lavori era di poco più di 2.000.000 m3.

La demolizione, iniziata nella primavera del 2013 e terminata nell'ottobre 2014, ha permesso, tramite 56 diverse esplosioni, di abbassare il paramento di ben 52 metri. Oggi la parte visibile della diga corrisponde a 20 metri di altezza e il suo coronamento è passato da una larghezza di 5,6 metri ad una di 15,5 metri. Infine, dove prima risiedeva la struttura sui lati delle montagne, sono state piantumate specie vegetali autoctone, adatte alle condizioni climatiche del sito. 

Caratteristiche a confronto

Ante 2012

Altezza: 132 m

Lunghezza coronamento: 394 m

Spessore al coronamento: 5 m

Post 2015

Altezza: 80 m

Lunghezza coronamento: 185 m

Spessore al coronamento: 15 m

I numeri chiave

La storia

La costruzione della grande diga di Beauregard in Valgrisenche, ad iniziativa della Società Idroelettrica Piemonte (SIP), tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Sessanta, costituisce un importante capitolo della storia dell'energia idroelettrica valdostana. Le vicende relative alla sua costruzione infatti si sono riflesse significativamente sia sotto il punto di vista paesaggistico, che di quello sociale ed economico. Si tratta, infatti, della seconda diga, per dimensioni, della Valle d'Aosta

Dopo la Seconda guerra mondiale la SIP, che già in precedenza aveva suscitato un discreto interesse per l'impiego della Dora di Valgrisenche per la produzione di energia rinnovabile, decide di mettere terra il grandioso progetto di costruzione della diga, insieme ad una centrale idroelettrica sottostante (quella che oggi è la centrale di Avise).

Il nuovo impianto a serbatoio stagionale di Beauregard-Avise (da realizzarsi secondo il classico schema serbatoio/opera di presa/galleria di derivazione/pozzo piezometrico/condotta forzata/centrale con gruppi/scarico a pelo libero) si colloca precisamente nel contesto del cosiddetto "miracolo economico" italiano, l'eccezionale fase di espansione vissuta dal nostro Paese a partire dalla metà del XX secolo. Le impellenti necessità della ricostruzione postbellica e la rapida ripresa dei vari settori produttivi nazionali fanno impennare la domanda di energia su scala nazionale: l'elettrificazione gioca un ruolo di primo piano nella ripresa e crescita del sistema produttivo. 

Dopo diversi anni, grazie alla forza e alla mano d'opera dei centinaia degli operai coinvolti ed all'investimento di oltre 20 miliardi dell'epoca, nel 1969 venne effettuato il collaudo definitivo. Fino al 2012, la diga di Beauregard, era una delle più capienti del nord Italia. 

Scopri di più

In occasioni dei 10 anni dall'inizio dei lavori, abbiamo raccolto le memorie all'interno della pubblicazione "La Diga di Beauregard, un'opera senza precedenti" per ripercorrere i momenti fondamentali del cantiere.

Com'è oggi

Grazie all’operato congiunto di CVA, del Comune di Valgrisenche e degli addetti ai lavori, è stato restituito alla collettività un ambiente sicuro, con una struttura meno impattante dal punto di vista ambientale e nuovamente fruibile per le visite turistiche degli escursionisti. Oggi la diga di Beauregard è perfettamente dimensionata per il lavoro che deve svolgere, sempre pronta a mantenere in sicurezza la valle e i suoi abitanti in caso di forti precipitazioni. Il suo, è un importante ruolo nell'alveare dei nostri impianti, che ci permette di produrre centinaia di kWh di energia pulita ogni anno.